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Valentina Neri e la scena drag milanese del vecchio Toilet Club

Un libro che non racconta solo del gruppo di Drag Queen del vecchio Toilet, ma che parla di un luogo, un’anima, un’atmosfera

Almanacco Toilet Club © Valentina Neri

Valentina Neri porta su Black Camera la sua esperienza in un luogo che è stato un pilastro della scena drag milanese, il Toilet Club. Valentina ne ha raccontato gli ultimi tre anni, nella sede di via Ludovico Il Moro, impaginando visivamente la storia di un momento, un mood, un mondo con le sue regole, manie e soprattutto luci. 

Una fotografa alla continua ricerca di nuovi mondi, che ha trovato nei pochi metri quadri del vecchio Toilet un luogo nel quale sentirsi se stessa e lavorare in libertà. Da questa esperienza nasce Almanacco Toilet Club, un progetto fotografico ed editoriale che, oltre a parlare del gruppo di artisti del club, crea un parallelo con la narrazione di un numero specifico di Scena Illustrata, una pubblicazione italiana stampata durante il periodo fascista.

Almanacco Toilet Club © Valentina Neri

Come ti sei avvicinata al Toilet?
Era il 2014, lavoravo da pochi anni nel collettivo Cesura e nel frattempo cercavo un tema che mi appassionasse per iniziare un mio progetto personale. Durante questa ricerca, un collega mi ha passato il contatto di un amico con cui fare una chiacchierata: l’ho contattato e mi ha detto di andarlo a trovare nel locale dove lavorava. Sono arrivata e mi sono trovata davanti una Drag Queen già mezza truccata, che non mi ha guardata di striscio e mi ha portata direttamente in camerino: questo è stato il mio primo contatto con il Toilet Club. Con il passare del tempo, andare lì ogni fine settimana è diventata una necessità personale. Bevevo una cosa, ascoltavo i discorsi, facevo domande e semplicemente mi rilassavo scoprendo l’atmosfera del locale.

Dopo un po’ ho capito che avevo racconto materiale a sufficienza e ho cominciato a metterlo insieme: una sessantina di foto, un po’ cupe, che non mi soddisfacevano un granché. Poi ho trovato una copia di Scena Illustrata mentre ero in vacanza: mi piaceva il materiale della rivista, la grafica, i contenuti, tutto. Se lo leggi è punzecchiante: è del 1941 e parla della guerra in modo molto ironico, cosa che non ci si aspetterebbe da una rivista del periodo fascista.

Sei entrata in un mondo che non era tuo e ti ci sei immersa. Poi ne sei uscita e ti sei imbattuta in un altro mondo ancora – la Scena Illustrata – e da lì ti è venuto in mente di unire queste esperienza nell’Almanacco.
Esattamente. Ho trovato che le immagini della rivista fossero molto vicine a quelle che io avevo prodotto, e anche i testi mi ricordavano il modo di parlare dei ragazzi del Toilet, un po’ pungente. Ho preso tutti i testi, dai titoli alle didascalie delle immagini e le pubblicità, e le ho abbinate alle mie immagini. I testi li ho posizionati vicino alle foto con cui mi sembrava avessero un legame e li ho adattati per raccontare una storia sulle drag, in modo tale da dare al lavoro quella parte ironica a cui io non avevo pensato prima.

Almanacco Toilet Club © Valentina Neri

Qual era il tuo rapporto con quel luogo?
Spesso si pensa che la mia esperienza non abbia valore, perché al Toilet ci sono capitata. In quel periodo avevo appena iniziato a lavorare da Cesura, ero molto stanca ma imparavo tutti i giorni un sacco di cose nuove. Al Toilet all’inizio mi sono sentita tagliata fuori, cosa che apparentemente può sembrare brutta, ma in realtà significava che nessuno pretendeva niente da me o si aspettava che io facessi qualcosa in particolare. Ho subito avuto questa sensazione di libertà di muovermi in un mondo nuovo, senza dar fastidio a nessuno.

Potremmo dire che questo lavoro è stato un periodo della tua vita che è finito, che ti ha dato la possibilità di imparare alcune cose, anche conoscere te stessa o almeno il modo in cui lavori, e che ora si è concluso? 
Sì, si è concluso un periodo alla fine del quale anche io ero diversa, cambiata. Sono stati cinque anni della mia vita (tre al locale, due in studio a lavorare sul materiale) in cui ho lavorato a questo grosso progetto.

Parliamo di luce: tutto è molto scuro, con dei flash sensuali e misteriosi. Rispecchia quello che c’era o hai cercato con l’editing di creare una storia con la luce?
Per questo lavoro la luce è stata indispensabile. Passavo la serata a cercare scenette teatrali illuminate da un faretto. I ragazzi erano molto vivaci e colorati, ma comunque giravano sempre le stesse dieci persone, ciò che variava erano i colori del vestito o del trucco. Quindi sì, potrei quasi dire che si tratta quasi di un lavoro sull’atmosfera che si respirava. Ho fotografato i colori e come queste scene venivano illuminate. 

Almanacco Toilet Club © Valentina Neri

Progetti per il futuro?
Io sono una persona molto sistematica, ho bisogno di chiudere una cosa per poterne iniziare un’altra; ho anche bisogno di immergermi nell’argomento per poterci lavorare. Ora sto facendo un po’ di ricerche sulle stelle, la loro vita e morte, leggo molto e piano piano inizierò a produrre. Non sapevo niente su questo argomento, ma è molto interessante e romantico.

Info:

mail: info@valentinaneri.com

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