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10 canzoni che Sanremo non ha capito

Lucio Battisti, Zucchero, Mia Martini, Patty Pravo sono solo alcuni degli artisti che il festival ha maltrattato. Un esempio: nel 1983 vinse ‘Sarà quel che sarà’ di Tiziana Rivale e ‘Vita spericolata’ di Vasco Rossi si piazzò penultima

Mia Martini sul palco di Sanremo 1989

Foto: Angelo Deligio/Mondadori via Getty Images

Sanremo ha ‘maltrattato’ molte canzoni che si sono poi rivelate successi di vendita e hit radiofoniche, e che in alcuni casi sono entrate nell’immaginario collettivo. Ecco una classifica dei brani che al festival non hanno nemmeno sfiorato il podio. 

10. “Tutti i miei sbagli” Subsonica (2000)

Uno dei più grandi successi della formazione torinese, nonché singolo vendutissimo e molto apprezzato dalle radio è arrivato solo undicesimo. Quell’edizione, condotta da Fazio, fu vinta da Sentimento della Piccola Orchestra Avion Travel.

Best lyrics: “Tu affogando per respirare / imparando anche a sanguinare / Nel giorno che sfugge / Il tempo reale sei tu”.

9. “Lei verrà” Mango (1986)

Nel Sanremo condotto da Loretta Goggi i primi tre ad classificati sono Eros Ramazzotti con Adesso tu, Renzo Arbore con Il clarinetto e Marcella Bella con Senza un briciolo di testa. Mango con Lei verrà è solo 14esimo. Il cantautore lucano, apprezzato ma sempre un po’ sottovalutato, ha poi sbancato con il pezzo sanremese.

Best lyrics: “Per noi avrà / Strane parole / Quelle che non riesco a dire mai / Parole di cui ti vergogni, no”.

8. “Quello che le donne non dicono” Fiorella Mannoia (1987)

Un brano così, penserete voi, sarà sicuramente arrivato sul podio. E invece no: si è classificato ottavo. Mannoia canta, Ruggeri compone ed è subito hit. Chi vinse quell’anno? Il trio Morandi-Ruggeri-Tozzi con Si può dare di più e, a seguire, Toto Cutugno con Figli e Al Bano e Romina Power con Nostalgia canaglia. A voi il giudizio.

Best lyrics: “Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia  / È una mancata verità che prima o poi succederà”.

7. “Donne” Zucchero Fornaciari & The Randy Jackson Band (1985)

Arriva 21esimo Zucchero. A trionfare sono i Ricchi e Poveri con Se m’innamoro, seguiti da Luis Miguel con Noi, ragazzi di oggi e Gigliola Cinquetti e la sua Chiamalo amore. Magari Sugar poteva aspirare almeno a un terzo posto, non credete?

Best lyrics: “Le vedi camminare insieme  / Nella pioggia o sotto il sole  / Dentro pomeriggi opachi  / Senza gioia né dolore”.

6. “Un’avventura” Lucio Battisti (1969)

Battisti partecipa per la prima (e ultima) volta al festival in abbinamento a Wilson Pickett. Il brano, tra i più famosi del cantautore, si classifica solo nono, ma diventerà una pietra miliare della musica italiana. Al centro la consapevolezza che un amore adolescenziale non sarà tale, ma quello di tutta una vita.

Best lyrics: “Non sarà un’avventura / Questo amore è fatto solo di poesia”.

5. “Mentre tutto scorre” Negramaro (2005)

La band salentina partecipa al Sanremo di Paolo Bonolis nella categoria Giovani. Viene eliminata subito, ma si esibisce due volte per un problema audio. Quando legge i brani che passeranno il turno, Bonolis crede ci sia un errore. Non c’è alcun errore: nella categoria in cui partecipa il gruppo vince Laura Bono. I Negramaro, che non gareggeranno più a Sanremo, hanno sbancato con questa hit certificata platino e suonatissima in radio.

Best lyrics: “Usami, straziami, strappami  / Fai di me qual che vuoi, tanto non cambia”.

4. “E dimmi che non vuoi morire” Patty Pravo (1997)

Vincono i Jalisse con Fiumi di parole e Patty Pravo arriva ottava con un brano intenso (scritto da Vasco) che ha fatto storia della musica italiana. Devo aggiungere altro?

Best lyrics: “La cambio io la vita che / Non ce la fa a cambiare me”.

3. “Vita spericolata” Vasco Rossi (1983)

Nel 1983 vince Tiziana Rivale con Sarà quel che sarà, il suo unico, vero successo. Secondo posto per Donatella Milani con Volevo dirti (dico solo che l’anno scorso l’interprete ha partecipato a Ora o mai più) e terzo per Dori Ghezzi con Margherita non lo sa. Vasco Rossi (che aveva già partecipato l’anno prima con Vado al massimo) si classifica penultimo. Come se non bastasse, nella serata finale svela il playback uscendo di scena quando ancora sta suonando il brano. Una decisione presa perché in contrasto con gli organizzatori. Una mossa da rocker.

Best lyrics: “Voglio una vita spericolata  / Voglio una vita come quelle dei film / Voglio una vita esagerata / Voglio una vita come Steve McQueen”.

2. “Ciao amore, ciao” Luigi Tenco (1967)

Una canzone meravigliosa, tristemente nota per la vicenda che porta sulle spalle. Interpretata da Luigi Tenco e dalla compagna Dalida, venne eliminata. L’esclusione potrebbe aver dato il colpo di grazia ai malesseri dell’artista verso il mondo della musica, malesseri che forse avevano origini ben più profonde. Il tragico epilogo vuole che Dalida trovi nella sua stanza d’albergo il corpo senza vita di Tenco, che si è sparato un colpo di pistola in testa. Vicino al corpo, un biglietto con le motivazioni del suicidio: un atto di protesta verso il pubblico (che aveva mandato Io, tu e le rose di Orietta Berti in finale) e la commissione che aveva ripescato La rivoluzione di Gianni Pettenati. Il clamore mediatico per la morte di Tenco portò il brano a essere vendutissimo. Quell’anno arrivarono primi Claudio Villa e Iva Zanicchi con Non pensare a me.

Best lyrics: “Andare via lontano / A cercare un altro mondo / Dire addio al cortile / Andarsene sognando”.

1. “Almeno tu nell’universo” Mia Martini (1989)

Questa è davvero la più clamorosa. Nel 1989 vincono Anna Oxa e Fausto Leali con Ti lascerò. Bel brano, per carità, ma vogliamo paragonarlo all’interpretazione e alla magia di Almeno tu nell’universo di Mia Martini? Che dire, poi, del secondo classificato Toto Cutugno con Le mamme (sfido chiunque a ricordarla) e del terzo posto di Al Bano e Romina Power con Cara terra mia?

Best lyrics: “Tu, tu che sei diverso / Almeno tu nell’universo / Un punto sei, che non ruota mai intorno a me / Un sole che splende per me soltanto / Come un diamante in mezzo al cuore”.