Albin Lohr-Jones / Sipa USA / IPA

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Harvey Weinstein sta diffondendo un Powerpoint per difendersi dal caso #MeToo

Nei prossimi mesi l'ex produttore di Hollywood affronterà un processo per varie accuse, tra cui quella di stupro, e per difendersi sta diffondendo mail e SMS che potrebbero scagionarlo

“Ti amo e ti amerò sempre”. “Ci vediamo prima che parti?”. La parola alla difesa è in formato sms incollato su Powerpoint. Sono 57 pagine di testi, suggestioni, messaggi, foto e mail, messe su dal team di avvocati tra i più potenti al mondo. Titolo: “La corretta narrazione del caso Harvey Weinstein”. Mittente: l’ufficio stampa di Weinstein. Destinatario: alcuni giornalisti americani. Movente: contronarrazione. Visto che per i prossimi due mesi, tanto durerà il processo, il mondo tornerà a parlare del produttore di Hollywood, i suoi avvocati hanno deciso di passare al contrattacco anche sui giornali, diffondendo ogni indizio o prova che possa indebolire quelle accuse.

Il processo, innanzitutto. Dopo due anni, diverse inchieste giornalistiche, 100 dichiarazioni sulla stampa di presunti abusi da parte di altrettante attrici, assistenti, segretarie e lavoratrici varie del cinema, dopo un accordo extragiudiziale da circa 25 milioni di euro e l’impossibilità di procedere penalmente su altre accuse, Harvey Weinstein si ritrova a processo a New York con cinque capi d’accusa (uno di atti sessuali criminali, due di stupro e due di atti da predatore sessuale) per due casi.

Il primo riguarda l’ex assistente di produzione Mimi Haleyi, che l’ha accusato di averla costretta a praticargli sesso orale nel suo appartamento nel 2006. Il secondo riguarda una donna finora rimasta senza nome, che lo ha accusato di averla stuprata in un hotel di Manhattan nel 2013. Il dibattimento è iniziato il 6 gennaio, andrà avanti per due settimane con la scelta della giuria, poi entrerà nel vivo per un mese e mezzo. Quindi la sentenza.

La difesa di Weinstein, già abbozzata in quel file Powerpoint, si baserà su una linea piuttosto semplice: ‘Weinstein è un bastardo, un irascibile, un porco, ma non uno stupratore. A dimostrarlo sono questi sms e mail scambiati con le accusatrici dopo i presunti abusi’, che dimostrerebbero un rapporto di complicità piuttosto che di costrizione.

I documenti più importanti ai fini processuali riguardano entambe le accusatrici. Ci sono le mail che la donna rimasta anonima si sarebbe scambiata per anni col produttore dopo il presunto stupro del 2013. In uno scambio, i due discutono di inontrare la madre della donna. In un altro lei scrive: “Ti amo, e ti amerò sempre. Ma odio sentirmi usata come una booty call (trombamica, ndr)”.

E ci sono i messaggini scambiati con la seconda accusatrice, Miriam Haleyi. In uno, inviato mesi dopo il presunto sesso orale forzato, la donna gli scriveva a Weinstein per chiedergli un appuntamento: “Ciao! Mi chiedevo se avessi news se Harvey troverà il tempo per vedermi prima che parta. Miriam”.

“Queste donne hanno trascorso molto tempo con lui”, ha già arringato la combattiva Donna Rotunno, avvocato del produttore. “Noi abbiamo le prove che dimostrano come quel tempo sia stato soltanto gradevole e positivo”. Molte delle accusatrici hanno spiegato di aver mantenuto i rapporti con Weinstein esclusivamente per paura di “eventuali ritorsioni”. Ma nel Powerpoint la difesa controbatte in due modi piuttosto efficaci. Primo: ricorda come non siano mai stati provati casi di vendetta di Weinstein. Secondo: sciorina una lista di attrici che hanno rifiutato avance da Weinstein e che hanno ammesso di non aver mai subito ritorsioni.

Il caso ricorda il precedente di Fausto Brizzi. Il regista italiano è stato infatti archiviato da ogni accusa anche in seguito alla rivelazione degli sms scambiatisi con la presunta vittima dopo il presunto abuso. Roba tipo: “Che belle sensazioni che ho avuto”, ”Appena posso ti richiamo” e ”Ti devi inginocchiare perché non mi hai fatto una dedica”.

Ma allora perché le accuse? Gli avvocati di Weinstein continuano la loro contronarrazione nel Powerpoint diffuso parzialmente da The Cut. “Visti i movimenti contro le ineguaglianze sul posto di lavoro”, si legge a pagina 10, “non va sottovalutata l’idea che qualcuno stia reinterpretando una relazione consensuale”. Tradotto: ‘era sesso consenziente per fare carriera, ma si vergognano ad ammetterlo’.

Il documento continua con una serie di foto delle accusatrici che “sorridono e flirtano” con Weinstein dopo il presunto abuso, uno scivolone medievale (“Nessuna donna aveva ferite o graffi”, come se servissero quello a definire uno stupro) e qualche frase da libro Cuore. La sezione “Chi è Harvey Weinstein” include i “500 milioni di dollari” raccolti per beneficienza e la seguente frase, a pagina 40: “Ha un grande cuore”. L’appuntamento è tra due settimane, quando l’uomo col grande cuore e senza più niente inizierà a difendersi e a contrattaccare. Lo spettacolo hollywoodiano è assicurato. Il finale, tutt’altro.