Narcos: Rise of the Cartels è una licenza ufficiale Netflix e riproduce fedelmente le fattezze dei personaggi originali.

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5 motivi per amare il videogame su Narcos, 5 per odiarlo

Siete tentati di vivere in prima persona, giocandoci, una serie TV Netflix con Narcos: Rise of the Cartels? Vi diamo 5 motivi per il sì e 5 per il no

Forse le serie tv erano solo una testa di ponte, un mezzo per entrare nel soggiorno di casa di milioni di persone e da lì cominciare un’opera di colonizzazione di cui non si intravedono i confini. L’operazione Netflix è iniziata così, con un catalogo sconfinato impreziosito da serie tv autoprodotte, diventate da subito dei cult in tutto il mondo. Poi sono arrivati i film, persino i premi Oscar, e ora è il tempo dei videogiochi. Prodotto in collaborazione con Kuju Entertainment e Curve Digital, Narcos: The Rise of the Cartels segna lo sconfinamento di Netflix nel mondo dei videogiochi. Non un inizio col botto, certo, ma un primo passo vero un futuro in cui tutto l’intrattenimento casalingo potrebbe avere un solo marchio.

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 1) Amate la serie TV

Monsieur de la Palisse sarebbe fiero di questo nostro primo consiglio, lo sappiamo, ma alle volte è giusto partire dalle banalità. Perché Narcos: Rise of the Cartels è un titolo pensato tenendo saldi in mente i fan della serie TV a cui strizza l’occhio dal primo all’ultimo istante, più che i videogiocatori in generale. Prima di ogni considerazione su gameplay, modalità di gioco o altri aspetti tecnici, l’appassionato ritroverà volti, luoghi e musiche che l’hanno accompagnato in decine di serate. E a volte basta questo per godersi fino in fondo un videogioco.

È più probabile che il gioco venga apprezzato da un appassionato della serie TV che da un appassionato di videogiochi.

2) 3 stagioni non possono bastare

Narcos: Rise of the Cartels non è una storia del tutto originale. Come già accennato nel paragrafo precedente, i personaggi storici della saga sono parte integrate del gioco, e le loro fattezze riproducono fedelmente quelle degli attori che li interpretano sullo schermo. Non solo, la trama di gioco ricalca anche diverse situazioni prese di peso dalla prima stagione, ma c’è di più. Alcuni eventi svelano retroscena e dettagli inediti, aggiungendo profondità al racconto. Inoltre gli sviluppatori non nascondo di voler esplorare anche la seconda stagione attraverso contenuti aggiuntivi qualora le cose andassero bene.

Kuju Entertainment ha potuto mettere mano alla storia, integrandola con alcuni avvenimenti inediti.

3) Non sapete scegliere tra narcos e DEA

Le due campagne proposte da Narcos: Rise of the Cartels permettono di affrontare la guerra sporca per il narcotraffico da due punti vista: sia quello dei narcos messicani sia quello della DEA con il supporto delle polizie locali. Benché l’avventura dal punto di vista dei narcos sia giocabile solo dopo aver concluso tutte le missioni della DEA, i due approcci si rivelano in fondo abbastanza simili. Le cinque tipologie di unità disponibili sui due fronti si dimostrano infatti sostanzialmente speculari. A fare la differenza sono le tipologie di missioni a cui viene richiesto di partecipare.

Prima di affrontare il gioco nei panni dei narcos dovrete concludere l’avventura dal punto di vista della DEA.

4) Amate sia la strategia che l’azione

Non lasciatevi forviare dall’azione di cui la serie Narcos è imbottita: Rise of the Cartels è uno strategico a turni. Ciò significa che a ogni turno dovrete decidere come far muovere una singola unità sul campo secondo dei limiti imposti: in genere c’è un numero massimo di caselle su cui potrete muovervi e di azioni che potrete compiere. Dopo di che la palla passa all’avversario. Alcune unità, tuttavia, dispongono di abilità speciali che si attivano in situazioni specifiche , passando la visuale in terza persona e consentendovi di mettere a segno colpi letali.

Quando è possibile mettere a segno un colpo critico il gioco passa in terza persona e ci richiede di mirare usando lo stick destro.

5) Volete un gioco adatto a tutti

Puntando a coinvolgere chiunque si sia appassionato alla serie TV, Narcos: Rise of the Cartels si propone come un gioco adatto anche a chi non ha molta familiarità con i videogiochi. Le indicazioni a video sono sempre molto semplici e chiare, mentre la difficoltà media delle missioni è tarata verso il basso. In una dozzina di ore abbondanti, chiunque può arrivare alla fine di ciascuna campagna senza particolare ostacoli.

Non è detto che il pubblico delle serie sia anche esperto di videogiochi, perciò Narcos: Rise of the Cartels cerca di non essere troppo ostico.

Evitate Narcos: Rise of the Cartels se…

 1) Sapete che c’è di meglio là fuori

Ricollegandoci al punto precedente, Narcos: Rise of the Cartels è un gioco che punta all’accessibilità e per questo sacrifica per strada la profondità. Nell’ambito degli strategici a turni ci sono prodotti molto più interessanti in circolazione per un giocatore classico, dall’intramontabile X-Com al recente Mutant Year Zero.

Narcos: Rise of the Cartels può rappresentare un buon punto di partenza verso esponenti più complessi e appaganti del genere a turni.

2) Odiate la stupidità della guerra

Ok, viste le tematiche del gioco ci potrebbero essere anche diverse remore morali nell’imbarcarsi in una campagna dal lato dei narcos. Ma al di là di questo, forse basta la stupidità della IA per preferire un altro titolo. Tra nemici kamikaze che si lanciano contro le nostre unità munite di shotgun e la tattica dell’agnello sacrificale che attira gli avversari fuori da qualunque copertura anche nelle ultime missioni, viene il dubbio che la guerra per il narcotraffico potrebbe essere vinta da un bambino delle elementari in grado di leggere e scrivere.

L’intelligenza artificiale dei nemici è uno dei segni più evidenti di una produzione che non ha potuto contare su un grosso budget.

3) Vi affezionate alle vostre unità

Una delle caratteristiche portanti di Narcos: Rise of the Cartels è la permadeath: ciò significa che se un vostro personaggio muore e portate a termine la missione, quel personaggio sarà perso per sempre. E considerando quanto paghi la strategia dell’agnello sacrificale, ovvero mandare un’unità allo scoperto per attirare tutti i nemici, capiterà spesso di perdere uomini. Attenzione però, la morte del leader della missione condurrà in automatico al fallimento della stessa.

In genere la permadeath aggiunge sfida in giochi di questo tipo, ma in questo caso la scarsa IA complica un po’ la gestione delle unità.

4) Preferite la varietà

Il limite più evidente di Narcos: Rise of the Cartels è la ripetitività. Gli scenari sono spesso molto simili tra loro, le missioni anche e persino diverse scelte di gameplay remano in questa direzione. Su tutte, la possibilità di controllare una sola unità per turno.

Rispetto ad altri esponenti del genere a turni, Narcos: Rise of the Cartels non spicca per la profondità delle sue meccaniche.

5) Volete conservare il ricordo della serie TV

Il confronto tra Narcos serie TV e Narcos videogioco è abbastanza impietoso. Se il primo è un prodotto di fascia medio-alta, che sfoggia valori produttivi significativi e curato fin nei dettagli, Narcos: Rise of the Cartels è una produzione low budget, che fa del suo meglio per non sfigurare, ma risulta fortemente penalizzato da una grafica spesso spartana e da meccaniche poco rifinite.

Non è un gioco pessimo, ma la differenza qualitativa in confronto alla serie TV è abbastanza evidente fin da subito.

Voto: 6

 

Produttore: Kuju Entertainment

Distributore: Curve Digital
Lo puoi giocare su: PS4, Xbox One, PC