Con l’arrivo su Nintendo Switch, completa di tutti i contenuti scaricabili, questa coraggiosa collaborazione tra Shin Megami Tensei e Fire Emblem può finalmente avere tutta l’attenzione che merita.

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Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore, la recensione

Continua su Switch la grande opera di recupero del catalogo Wii U, questa volta con un gioco che è stato al centro dei riflettori per il motivo sbagliato

Quando si nomina Tokyo Mirage Sessions ♯FE, il discorso si sposta immediatamente su un argomento scottante: la censura. Il titolo pubblicato nel 2016 da Nintendo e nato dagli sforzi congiunti di ATLUS e Intelligent Systems è infatti entrato nella storia di questo medium non per le sue (notevoli) qualità, ma per la brutale e ingiustificata censura che lo ha colpito. La versione occidentale del gioco per Wii U, infatti, è stata flagellata da tagli e modifiche di ogni tipo, che hanno coinvolto l’età dei protagonisti, gran parte dei costumi e il tema portante attorno a cui ruotava l’avventura. Sono infatti spariti tutti i riferimenti al discusso mondo delle Gravure Idol, riportando l’intera esperienza entro i confini universalmente accettati del mercato musicale. La versione per Nintendo Switch è quella censurata, ma non lasciatevi accecare questo dettaglio. Se deciderete di dargli fiducia a dispetto delle modifiche indesiderate, scoprirete un ottimo JRPG in salsa Pop.

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1. Vi piacciono i sistemi di combattimento raffinati

I combattimenti a turni di Tokyo Mirage sono appaganti fin dalle prime fasi di gioco. Gli sviluppatori hanno creato un ottimo mix tra le battaglie strategiche di Fire Emblem e gli scontri di Shin Megami Tensei basati sulla ricerca dei punti deboli degli avversari. A questo si affianca l’intrigante meccanica dei Session Attack, potenti tecniche concatenate che si attivano quando i personaggi coinvolti sono legati da abilità specifiche, sbloccabili nel corso dell’avventura. Dopo i timidi approcci delle prime battaglie, con un po’ di pratica si ottengono Session Attack molto estesi grazie anche all’inedito intervento dei personaggi di supporto.

2. Amate la musica J-Pop

Essendo basato quasi interamente sulle Idol e sull’industria musicale giapponese, Tokyo Mirage vanta una cura incredibile nel comparto audio. Le musiche composte da Avex Group danno vita a una colonna sonora monumentale, capace di far venire la pelle d’oca a chiunque sia anche minimamente appassionato al Pop giapponese. Le canzoni non vengono usate solo per sottolineare al meglio ogni singola scena, ma anche per descrivere e rappresentare con cura ogni personaggio. Sotto questo punto di vista, gli sviluppatori hanno fatto un lavoro maniacale.

3. Avete un Nintendo Switch e siete orfani di Persona

Se avete uno Switch e siete fan dei GdR ATLUS, in particolare di Persona, fino a questo momento siete stati costretti a invidiare i possessori di una PlayStation 4. Sebbene per la console ibrida Nintendo siano stati annunciati Persona 5 Scramble e Shin Megami Tensei V, il primo non è ancora uscito, mentre del secondo si sono perse le tracce da tempo. Tokyo Mirage è il modo ideale per riempire questo vuoto. Pur non raggiungendo il livello qualitativo dei migliori capitoli di Persona e Shin Megami Tensei, questa collaborazione tra ATLUS e Intelligent Systems ha tutto ciò che serve per farvi sentire a casa.

4. Amate le sequenze narrative animate

La trama di Tokyo Mirage è piuttosto articolata e viene raccontata con cura attraverso gli innumerevoli dialoghi tra i personaggi principali. I momenti salienti della storia, tuttavia, vengono mostrati con sequenze animate di pregevole fattura, impreziosite ulteriormente dall’ottimo doppiaggio in lingua giapponese e dalle già citate canzoni che compongono la splendida colonna sonora. L’impatto di queste scene è notevole e in alcuni casi sembra quasi di seguire un vero e proprio anime!

5. Siete alla ricerca di un GdR complesso, ma leggero

Pur avendo molti legami con Persona e Shin Megami Tensei, Tokyo Mirage è un GdR ben più leggero nelle meccaniche e nei contenuti. Affrontando l’avventura di Itsuki e Tsubasa non avrete mai la sensazione di essere sopraffatti dalle tematiche toccate dalla sceneggiatura. Al contrario, troverete contenuti leggeri ma tranquillamente in grado di catturare l’attenzione per l’intera durata dell’avventura. Aiutare i protagonisti a realizzare i propri sogni è affascinante, ma lo è ancora di più grazie alle ottime intuizioni di design avute dagli sviluppatori.

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1. Cercate storie mature e contenuti adulti

Quando è stato sviluppato per Wii U, Tokyo Mirage doveva raggiungere un pubblico prettamente maschile composto da adolescenti in preda a vere e proprie tempeste ormonali. Il tema originale delle gravure idol non era stato scelto per caso, ma si trattava di una strategia ben precisa, studiata a tavolino. In seguito alle modifiche dettate dalla censura per il mercato occidentale, l’esperienza si è trasformata in una banale storia di crescita adolescenziale, perfetta per chi cerca qualcosa di leggero, ma poco adatta per chi è a caccia di videogiochi dalle tematiche più ricche.

2. Date molta importanza alla veste grafica

Tokyo Mirage vanta una direzione artistica frizzante e sempre in linea con le folli tendenze dell’industria giapponese dell’intrattenimento, ma dal punto di vista tecnico è pur sempre un titolo nato su una console della scorsa generazione. Nonostante qualche marginale ritocco fatto per addolcire i modelli poligonali dei protagonisti e l’apprezzabile riduzione dei tempi di caricamento, il gioco mostra tutti gli anni che porta sulle spalle. Questo avviene soprattutto in modalità portatile, dove si nota un drastico aumento dei cali di frame rate.

3. Detestate il mondo delle Idol giapponesi

Se non avete mai tollerato le Idol, giovani artiste costruite a tavolino per incarnare i sogni e le speranze di un pubblico soffocato da una società troppo rigida, tenetevi il più lontano possibile da Tokyo Mirage. Nel gioco non troverete solo canzoni che potrebbero tranquillamente far parte del repertorio di un gruppo di Idol, ma sarete costretti a immergervi nelle dinamiche che regolano il mercato dell’intrattenimento giapponese. Tra un combattimento e l’altro nelle Idolasphere, i peculiari dungeon del gioco, dovrete seguire lezioni di canto e recitazione, o partecipare ai classici eventi di promozione con il pubblico.

4. Non riuscite a seguire i giochi in lingua inglese

Quando Tokyo Mirage uscì su Nintendo Wii U, l’edizione occidentale venne proposta con il doppiaggio originale e i sottotitoli in lingua inglese. In molti si sono lamentati dell’assenza della localizzazione italiana, almeno per i sottotitoli. Considerando che Atlus ha annunciato la lingua italiana nell’imminente Persona 5 Royal, qualcuno sperava che la nuova politica di compagnia avrebbe coinvolto anche la riedizione di questo titolo. Sfortunatamente non è stato così. Se avete un disperato bisogno dell’italiano per godervi i giochi, dovrete rinunciare a questo bel GdR in salsa Pop.

5. Non volete accettare le censure ingiustificate

Anche se si tratta di un’operazione di qualche anno fa, la censura dell’edizione occidentale di Tokyo Mirage grida ancora vendetta. Se da una parte possiamo capire il desiderio di allontanarsi dall’argomento delle gravure idol per raggiungere un pubblico più vasto, facciamo fatica a giustificare le modifiche ai costumi e tanti altri interventi più o meno ingombranti. Se per una questione di principio non volete avere nulla a che fare con i prodotti riadattati secondo le linee guida della censura, sappiate che questo titolo ha subito gli interventi più invasivi degli ultimi anni.

Produttore: Nintendo

Distributore: Nintendo

Lo puoi giocare su: Nintendo Switch